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Itinerari turistici in Toscana:

Pitigliano

Spettacolare e misteriosa, Pitigliano incanta per la sua posizione. Intorno alle case di pietra lavica il paesaggio alterna viti e uliveti a profondi valloni incisi nel tufo dalle acque del Lente. La splendida foresta di querce e lecci a segnato a lungo il confine tra le terre del Gran Duca il Papa.

Cenni storici di Pitigliano

Abitata fin dall’VIII secolo a.C., circondata da estese necropoli, la città venne abbandonata duecento anni più tardi, probabilmente a seguito di un attacco di Vulci. Con l’avanzata del potere romano, la situazione sembra migliorare. I romani vi costruirono strade che vi favorirono il commercio e collegarono il piccolo centro di Pitigliano a centri più importanti. Successivamente la zona registrò un altro periodo di decadenza.
Nel 1061 la cittadina passò agli Aldobrandeschi. La posizione invidiabile del castello provocò dei conflitti con la repubblica di Siena.
Nel 1202 gli Aldobrandeschi chiesero aiuto ai signori di Orvieto. Dal 1293 Pitigliano passò alla famiglia degli Orsini che ne favorirono lo sviluppo politico-sociale. In età medicea il territorio fu posto sotto la protezione dei signori di Firenze, per poi tornare in mano degli Orsini ma sempre sotto la supervisione dei Medici, che lo ebbero definitivamente in feudo nel 1608.
Solo con l’avvento della casata degli Asburgo Lorena si ebbe una ripresa economica del territorio. A Lorena va anche il merito di avere riconosciuto ufficialmente la comunità ebraica. Nella seconda metà dell’800 Pitigliano si meritò il nome di “Piccola Gerusalemme”, grazie alla presenza di numerosi ebrei che influirono in modo positivo sull’attività commerciale del territorio.

Nel 1833 venne istituita una scuola di Mutuo Insegnamento, mantenuta dalla comunità ed una biblioteca ricca di 4000 volumi. Le rappresagli verso la comunità ebraica ripresero nel 1938 quando le leggi razziali volume dal regime fascista determinarono un abbandono di Pitigliano da parte degli ebrei.

Il valore artistico culturale di Pitigliano

La visita nei vicoli di Pitigliano inizia da piazza Petruccioli. Traversati per un voltone i bastioni della Cittadella del 1545, si passa accanto alle spettacolari arcate dell’acquedotto cinquecentesco e si raggiunge la piazza Garibaldi, dominata dall’imponente palazzo Orsini, noto anche come la Fortezza, costruito alla fine del ’300, ospita oggi la Curea vescovile della Diocesi di Sovana - Pitigliano - Orbetello.
Sul lato meridionale vi è uno stupendo portale. Al suo interno un’elegante cortile contiene un pozzo esagonale abbellito da due colonne con lo stemma degli Orsini. Il palazzo ospita la ricca collezione di oggetti sacri del Museo Diocesano, in cui sono conservati il busto di Niccolò III Orsini e la Madonna con il Bambino di Jacopo della Quercia.
All’interno si trova anche il Museo Archeologico che conserva un’ampia esposizione di reperti etrusch. Nella piazza si trova anche l’interessante Museo della Civiltà e Giubbonaia che conserva una ricca collezione privata di rari oggetti locali. Visitando il museo “sotterraneo” si può scoprire l’intricato complesso difensivo della fortezza fatto di cunicoli, pozzi e cisterne. Oltre la piazza si entra nel borgo antico.

Lungo la via Roma si raggiunge il cinquecentesco Duomo di San Pietro e Paolo con la sua grande e spettacolare facciata tardo barocca del XVIII secolo; all’interno spiccano gli stucchi settecenteschi. Di fronte si erge il Monumento alla Progenie Ursinea in travertino del 1490, finemente decorato con eleganti basso rilievi, sulla cui sommità e collocato l’orso araldico. Di grande interesse la chiesa di San Rocco o di Santa Maria, la più antica del paese che risale all’XI secolo e rimaneggiata nel ’500. Sulla parete estrena vi è incorporato un basso rilievo di un uomo che introduce le mani nelle fauci di due draghi.

Una discesa per le viuzze del quartiere di Capisotto porta alla porta di Sovana, da cui ci si affaccia sulla valle dell Lente. Da qui l’antica via di Poggio Cani permette di scendere alla strada che porta Sorano e Sovana. Tornando indietro si riattraversa il paese per via Zuccarelli, attraversando il ghetto. Prima del voltone che ospita il forno degli Azzimi, una discesa conduce alla sinagoga eretta nel 1598. L’ultimo restauro ha requisito al tempio l’aspetto originario, ben poco però è rimasto delle decorazioni barocche e degli arredi originali.

Agriturismi a Pitigliano

Gli Agriturismi a Pitigliano sorgono su posizioni panoramiche, strutture nuove e antichi poderi ristrutturati vi attendono per vacanze immerse nella natura e nella più viva cultura di Pitigliano.