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Reggello

Ricordato fin dal XII secolo come “Castelnuovo della pieve di Cascia” e passato sotto il controllo della repubblica fiorentina, venne da questa fortificato verso la fine del ‘300; assunse il nome di Reggello al tempo della riforma comunitaria leopoldina nel 1773. Presso il capoluogo rimane la pieve di s. Pietro a Cascia, del XII secolo, una delle più belle chiese romaniche del contado fiorentino, che conserva al suo interno il Trittico di S. Giovenale di Masaccio del 1422; una Madonna col Bambino e santi attribuita al Ghirlandaio ed un affresco staccato con l’annunciazione di Mariottto di Cristofano. Conservano strutture romaniche anche la pieve di Pitiana, restaurata nell’800, con un’opera attribuita a Ridolfo del Ghirlandaio ed un tabernacolo in pietra scolpita; la pieve di S. Agata in Arfoli, con affreschi staccati del XIV-XV secolo, un affresco attribuito a Raffaellino del Garbo del 1497 ed un altro del 1451. Resti medioevali si possono osservare in quello che fu il monastero di S. Ellero, poi ridotto in villa-fattoria. La modesta chiesa di S. Giovanale conserva un trittico con Madonna in trono, probabile opera giovanile di Masaccio. Da segnalare sono anche la chiesa di S. Donato a Fronzano, la chiesa di S. Margherita a Cancelli, più volte rimaneggiata conserva al suo interno affreschi di Paolo Schiavo e di Egisto Serri; nella cappella della Compagnia è conservato un affresco della scuola di Andrea del Sarto del 1516. La chiesa di San Jacopo, fondata nel ‘500 e rimaneggiata nel ‘700, conserva pregevoli arredi ed una tela di Filippo Tarchiani del 1610. La chiesa di S. Michele a Caselli di struttura romanica e rimaneggiata nel ‘600, conserva una tela di Domenico Soldini del 1616. La chiesa di S. Clemente a Sociana del ‘200 e ricostruita nel ‘500, per essere restaurata nel ‘700 e nell’800, conserva sculture quattrocentesche tra cui un bassorilievo in marmo di Antonio Rossellino e una coppia di angeli in marmo di Mino da Fiesole; infine una tavola della bottega di Santi di Tito della fine del XVI secolo. Da visitare la medievale torre del Castellano, suggestiva ma molto restaurata, il romanico castello di Sammezzano, opera ottocentesca in forme arabo-moresche, il castello di Bonsi, in forme neo-gotiche, villa Pitiana in forme ottocentesche e villa dei Mandri. Da vedere anche il Museo Masaccio di arte sacra. L’arboreto di Vallombrosa, importante collezione di piante nata nel 1870 a scopi scientifici. Infine va ricordata la maestosa abbazia di Vallombrosa, costruita inizialmente intorno all’anno mille e sostituita da un edificio più grande nel 1200; ampliata ancora nel XV secolo, quando furono aggiunti il chiostro grande, la sacrestia, la torre, il refettorio e la cucina; infine è stata ricostruita ancora nel ‘600 e nel ‘700, prendendo l’aspetto che tutt’oggi riporta.