La zona di Pelago fu abitata fin dalla preistoria crescendo d’importanza nell’epoca etrusco-ramana. Successivamente ricordato dall’anno mille, nel suo territorio ebbero signoria i conti Guidi, mentre il castello fu proprietà dei Cattanei da Diacceto fino alla metà del XV secolo. Passarono poi sotto il controllo di Firenze e ne subirono le vicende. Nell’1808 venne istituito capoluogo di comunità da Napoleone, per dimezzare il suo territorio nel 1915 che formò il comune di Rufina. Il centro storico, con un bel torrione medioevale e il palazzo Cattani, restaurato e adibito a sede comunale, ai piedi del quale è la caratteristica piazza dell’antico “mercatale”. Nel territorio rimangono i resti di numerosi castelli, notevole la mole del cassero di Ristonchi, il castello di Nipozzano, restaurato dopo la seconda guerra mondiale e trasformato in villa-fattoria, sorte capitata anche al castello di Altomena. La chiesa romanica di Santa Margherita a Tosina, restaurata nel ‘600, a cui risale il portale d’ingresso, restaurata nuovamente nel ‘900, conserva il trittico del 1388 di Mariotto di Nardo. La pieve di S. Clemente, restaurata nel ‘700, con l’aggiunta dell’altar maggiore e tre altari laterali in marmi policromi, restaurato ancora nell’800, come ricorda un’iscrizione nel portale d’ingresso. L’interno a tre navate conserva un paliotto in scagliola del 1695, un fonte battesimale del XVI secolo e vari dipinti dal XIV al XVIII secolo. La chiesa di San Pietro a Ferrano, ricostruita nel ‘600, che ospita un trittico di scuola fiorentina del XV secolo; la chiesa di S. Niccolò a Nipozzano sorta nel ‘700, ricostruita nel ‘900; L’oratorio del S. S. Crocifisso edificato nel ‘600 e restaurato e ampliato nel ‘700, che conserva il venerato Crocifisso del XV secolo; la chiesa di S. Niccolò a Magnale del ‘700 con portico del XIX secolo, nella volta affrescata vi è rappresentata la Vergine; infine la pieve di S. Lorenzo in Diacceto demolita e ricostruita nell’800, con facciata rifatta nel ‘900, conserva al suo interno una terracotta invetriata di Giovanni della Robbia del XVI secolo. Vanno inoltre ricordate le ville di Melosa, con due curiose torri cilindriche e portico nel cortile interno, e la villa di Grassina, con facciata allungata e nucleo centrale inserito fra due torri. Il museo raccoglie i reperti artistici della zona e il Museo della civiltà del bosco, contadina e artigiana a Raggioli è una raccolta di strumenti propri degli antichi maestri della zona.