Situata a ovest di Firenze, anticamente era un modesto insediamento fino al 1377 quando la signoria fiorentina la munì di fortificazioni, alle quali nel 1426 lavorò anche il Brunelleschi. Nel 1529 subì un assedio da parte di Carlo V, subendo saccheggi e devastazioni. Dal 1815 fece parte del Granducato di Toscana, fino alla sua annessione al Regno d’Italia nel 1861. Dentro la cinta muraria, molto ben conservata e intervallata da sette porte e sette torri, delle quali la meglio conservata è la porta di Baccio, da vedere il palazzo del Podestà, al suo interno si trova un affresco di scuola fiorentina del ‘400, ed altri affreschi realizzati tra il XV e il XVII secolo si trovano negli ambienti e all’esterno dell’edificio. L’ospedale di S. Antonio, di impianto rinascimentale è preceduto da un loggiato, probabile opera giovanile del Brunelleschi, di fronte si trova il Tabernacolo del Podestà, con affreschi del ‘500. All’interno del castello troviamo la chiesa di S. Maria alla Lastra del 1404 che conserva una Madonna col Bambino risalente alla fine del ‘200. Nei dintorni sono da segnalare la chiesa di S. Martino a Gangalandi, rimaneggiata da Leon Battista Alberti e con varie opere d’arte; il bel circuito fortificato di Malmantile, ritenuto opera del Brunelleschi. Da vedere anche la chiesa di S. Ilario a Settimo, del XII secolo; la chiesa e il convento dei Santi Lucia e Michele a Monte Orlandi, del XII secolo, all’interno del convento si trovano dipinti del ‘600 e del ‘700 tra i quali spiccano quelli di Matteo Rosselli e Giuseppe Romei. La chiesa di S. Romolo a Settimo del ‘200, con struttura romanica portico cinquecentesco e abside quadrangolare del ‘700. La chiesa e il convento di S. Maria a Selve, fondati a metà del ‘300, la chiesa venne poi ricostruita nel 1700 da Giuseppe Soresina. La chiesa di S. Martino a Carcheri del 1200. La chiesa di S. Pietro in Selva del XIII secolo, sulla cui facciata vi sono degli affreschi rovinati della fine del 1300 della bottega di Lorenzo di Bicci. Al suo interno un Crocifisso della fine del ‘300 sempre di Lorenzo di Bicci. Il convento dei Santi Jacopo e Filippo a Lecceto del ‘400; la pieve dei Santi Ippolito e Cassino antecedente all’anno 1000; la chiesa di S. Stefano a Calcinaia costruita nel XIII secolo con affreschi di Bicci di Lorenzo; in più le ville di Bellosguardo e di Pandolfini.