Città di fondazione etrusca, avvenuta tra il VII e il VI secolo a. C. con funzione prevalentemente militare, come attestano i resti di imponenti mura e la posizione strategica sulle strade che portavano ai valichi appenninici verso la pianura emiliana. Nel 225 a. C. subì l’invasione dei Galli e nell’80 a. C. Silla ne consegnò il territorio ai propri legionari per punirla dell’aiuto fornito a Mario. In questo periodo la città romana si sviluppò fino a raggiungere una notevole consistenza, attestata dai resti di due porte, delle terme e del teatro, restaurato alla fine dell’800. Le invasioni barbariche affrettarono la decadenza di Fiesole: nel 405 venne invasa dai Goti e riconquistata da Belisario nel 540. Nell’alto medioevo la parte più abitata della città era quella della Badia, dove vi era anche la sede episcopale. A indebolire la posizione di Fiesole contribuì l’ascesa della vicina Firenze, che finì per assoggettarla militarmente nel 1125. La diocesi di Fiesole mantenne la sua autonomia, ma il relativo territorio venne politicamente controllato dai fiorentini che costrinsero il presule fiesolano a dimorare alcuni mese dell’anno in città, come i magnati di contado. Non servì, in seguito, il tentativo del vescovo di Fiesole di trasferire la sede episcopale a Figline per evitare l’isolamento in cui si trovava l’antica città. In età moderna fu sede di una Podesteria e fin dal ’400 l’abitudine dei fiorentini di soggiornare “in villa” popolò le sue colline di dimore signorili e giardini, conferendogli un aspetto di armonia che le rese celebri in tutto il mondo. Fiesole detti i natali a Giuliano e Benedetto da Maiano, scultori e architetti, e Francesco Ferrucci, eroico difensore della repubblica fiorentina. La principale risorsa economica è senza dubbio il turismo. L’abitato si sviluppa attorno ad una piazza, posta tra i colli di S. Francesco, (dove si trovava l’antica arce, oggi convento francescano con chiesa gotica e, vicino la basilica romanica di S. Alessandro) e di S. Apollinare, sulla quale si affacciano il palazzo comunale del XIV secolo, con accanto la chiesa S. Maria Primerana, del XVI secolo, il duomo romanico, che conserva numerose opere d’arte, il palazzo vescovile, con prospetto seicentesco come il vicino e grandioso Seminario. Sul versante opposto si trova l’area archeologica con il teatro romano, i resti delle terme e dei templi etrusco e romani, oltre al museo che raccoglie il materiale archeologico prelevato dagli scavi. Il museo Bandini, della fine del ‘700, raccoglie numerose opere d’arte dei grandi maestri fiorentini del XIII secolo. Il territorio fiesolano è ricco di monumenti: il convento di S. Domenico, con la chiesa rinascimentale, che conserva molte opere d’arte tra cui dipinti del Beato Angelico, che vi soggiornò. La chiesa della Badia fiesolana, rifatta in forme rinascimentali, conserva la facciata romanica con rivestimento marmoreo; i locali dell’ex monastero ospitano l’Istituto Universitario europeo. Poi S. Maria a Maiano, la chiesa di Fontelucente, preceduta da un elegante portico verso la valle del Mugnone; più a monte il convento della Maddalena, dove soggiornò fra Bartolomeo. Il territorio è ricco anche di ville tra le quali ricordiamo: villa Medici o di Belcanto, costruita da Michelozzo per Cosimo il Vecchio, villa Rondinelli-Vitelli, quella del Teatro, villa il Riposo dei Vescovi, due neogotici castelli di Vincigliata e di Castel di Poggio, i Tatti che furono di Bernard Berenson, la grandiosa villa delle Falle presso l’Arno a Compiobbi, e molte altre ancora.