Empoli appare come una piccola corte nell’alto medioevo, controllata da Pisa e possesso feudale dei Cadolingi e, dal XII secolo, dei Guidi. Nel 1120 il conte Guido Guerra la fortificò, ma l’importanza strategica era tale da attirare l’interesse di Firenze che acquistò progressivamente il nuovo castello Guidi, fino ad averne il totale controllo nel 1273. L’abitato si sviluppò attorno alla pieve di S. Maria, espandendosi molto nel ‘300 ed acquistando molto importanza. Dopo la vittoria dei Ghibellini a Montaperti, nel 1260, ad Empoli si tenne la dieta che doveva decidere la sorte della sconfitta Firenze, in cui si svolse l’episodio di Farinata degli Uberti ricordato da Dante nella “Divina Commedia”. Nel 1333 le mura di Empoli vennero distrutte dalla piena dell’Arno e ricostruite secondo uno schema quadrilatero che ancora oggi si può ammirare. Ciò faceva del castello un caposaldo fortificato di notevole importanza, tanto da costituire uno dei fulcri difensivi della città in occasione della guerra del 1530, che doveva riportare i Medici a Firenze; l’assedio di Empoli venne celebrato dal Vasari in un dipinto del “salone dei Cinquecento” in Palazzo Vecchio. Successivamente fu sede Podesteria e nel 1799 mostrò fiducia ai Lorena con la rivolta del “Viva Maria” contro i francesi. Durante la seconda guerra mondiale subì ingenti danni, ma riuscì bene a risollevarsi. Già nell’800 alla fiorente agricoltura, si affiancarono le attività industriali, del 1830 è infatti la prima fabbrica di fiammiferi, ma molto apprezzate e note sono anche le vetrerie, della chimica e della fabbricazione di laterizi. Il monumento principale della città è la collegiata di S. Andrea, unica chiesa romanica nel contado fiorentino a riportare sulla facciata la decorazione marmorea di S. Miniato a Monte di Firenze, anche se alterata dalle trasformazioni settecentesche del Ruggieri. Nei locali annessi si trova il Museo della collegiata, con opere del Rossellini, Filippo Lippi, Masolino, Mino da Fiesole, Tino di Camaino e dei della Robbia. Notevole è anche la chiesa di S. Stefano degli Agostiniani, come pure il seicentesco oratorio della Madonna del Pozzo. Nei dintorni va segnalata la chiesa di S. Maria Ripa, preceduta da un portico e contenente grandi opere d’arte; e ancora la pieve di Monterappoli, edificio romanico in cotto in stile lombardo, con architrave firmata nel 1165; poi la chiesa di S. Michele a Pontorme, località dove nacque il pittore Jacopo Carrucci detto il Pontormo.