Capraia legò il suo nome ai conti Alberti di Mangona che dotarono la locale abbazia e costruirono un castello posto a controllo dell’Arno che, per essere ubicato in territorio pistoiese, indusse i fiorentini a costruire il castello di Montelupo, sull’altra riva del fiume. Successivamente venne occupata dai pistoiesi, per passare nel 1204 sotto la guida di Firenze.
Limite si sviluppò invece come scalo fluviale presso la Castellina. Fu dapprima dei conti Guidi, per poi subire le stesse vicende di Capraia. Alla tradizione agricola, legata soprattutto alla vite e all’olivo, si affianca oggi l’attività cantieristica e varie industrie del legno, della plastica e della ceramica. Vale la pena di visitare la bella abbazia romanica di S. Martino in Campo sulle pendici del monte Albano, e la chiesa romanica di S. Jacopo a Pulignano.