La chiesa di Santo Spirito sorge sulla piazza che da lei prende il nome, luogo fra i più tipici del popolare rione d'oltrarno. La chiesa è uno dei monumenti più importanti di Firenze e deve essere annoverata fra i massimi capolavori dell'architettura rinascimentale. La chiesa di Santo Spirito venne costruita sui resti del duecentesco convento agostiniano, distrutto in un incendio. Il progetto venne affidato a Filippo Brunelleschi, ma i lavori iniziarono soltanto nel 1444, due anni prima della morte dell'artista, la chiesa venne terminata dai suoi allievi Antonio Manetti e Salvi d'Andrea, che apportarono delle piccole modifiche al disegno di Brunelleschi. Questo inizialmente, voleva costruire la basilica rivolta verso l'arno, preceduta da un'ampia piazza, ma dovette cambiare i suoi progetti lasciandola come era per la forte opposizione delle famiglie a cui sarebbero state demolite le abitazioni, venne così costruita attigua al monastero. Brunelleschi, seguendo la tradizione, adottò una pianta a croce latina che aggiunge una impostazione del tutto nuova mettendo la cupola all'incrocio dei bracci ed erigendo un portico a volta continuo ed ininterrotto che prosegue nei due transetti e nella parte absidale. Il colonnato è formato da 35 colonne in pietra forte con capitelli corinzi sormontati da imposte. Lungo i muri perimetrali si snodano 38 cappelle in forma di nicchia a tutto sesto. Le linee architettoniche pure ed essenziali, fondate su proporzioni matematiche e su canoni classici, producono un effetto di straordinaria armonia. La struttura architettonica è arricchita da elementi pronunciati, quasi scultorei, aprendo lo stile elaborato e meno leggiadro, che dominerà il XVI secolo. Dal lato sinistro in fondo alla chiesa, si accede al vestibolo, che contiene un pregiato soffitto a cassettoni realizzato da Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca. Di grande interesse è la sagrestia adiacente al vestibolo, disegnata da Giuliano da Sangallo, a pianta ottagonale con una cupola dalle membrature a vista. Non inferiore all'importanza architettonica dell'edificio, è la testimonianza della pittura e della scultura conservate nel suo interno, un autentico museo di arte fiorentina che va dal XIV al XVII secolo. Alcune opere derivano dalla vecchia chiesa, altre furono via via aggiunte dalle varie famiglie nelle proprie cappelle. La basilica venne completata verso la fine del XV secolo, ma con il passare dei secoli subì numerosi interventi. Uno dei più vistosi è il baldacchino barocco posto sopra l'altare maggiore, realizzato da Giovanni Caccino con la collaborazione di Gherardo Silvani. Questo altera la visione prospettica della navata centrale e le armoniche proporzioni brunelleschiane. Questo sontuoso tempietto unisce scultura, architettura e l'arte del commesso in pietre dure (il mosaico fiorentino). Tra le opere più importanti che possiamo trovare in santo Spirito c'è la tavola di Filippino Lippi, nel transetto di destra, rappresentante la Madonna col bambino fra i santi e i committenti; dipinto della maturità dell'artista, dove il pittore esprime il suo temperamento eccentrico e patetico e il suo raffinato senso della linea. Nello sfondo è riconoscibile la porta di S. Frediano. Nella sagrestia sono conservati il dipinto devozionale di Alessandro Allori, San Fiacre che risana gli infermi e il crocifisso di Michelangelo. Quest'opera giovanile dell'artista venne scolpita per il priore della basilica, come ringraziamento per avergli permesso di studiare anatomia nel convento degli agostiniani, praticando la dissezione dei cadaveri. Era posto sull'altare maggiore della chiesa, ma per alcuni studiosi non si tratterebbe di un'opera di Michelangelo ma bensì di Taddeo Carradi. Scolpito in legno di pioppo dipinto e ritoccato poi pesantemente, fu rinvenuto nel convento nel 1963. Tra la altre opere presenti nella ciesa si trovano anche il polittico di Maso di Banco Madonna col bambino e santi nella zona absidale, mentre nel transetto sinistro la Cappella Corbinelli è un'importante opera architettonica e scultorea di Andrea Sansovino e una bella tavola di Raffaellino del Garbo. Nella parte interna della facciata, realizzata da Salvi d'Andrea, è conservata la vetrata quattrocentesca con la Pentecoste realizzata su disegno del Perugino. La facciata esteriore rimase spoglia con pietre a vista fino al XVIII secolo quando venne intonacata. Secondo il progetto di Brunelleschi la chiesa doveva mantenere anche esternamente la forma convessa delle cappelle. Ciò, oltre a irrigidire la struttura, avrebbe conferito un inusuale e inedito nel panorama architettonico fiorentino, quasi da edificio orientale o esotico. I successori dell'artista preferirono, però erigere un muro rettilineo come era solito fare. Fanno parte del complesso di Santo Spirito anche l'elegante campanile progettato da Baccio d'Agnolo, una presenza essenziale nel panorama fiorentino, visibile da molti luoghi della città. Del convento facevano parte anche due chiostri: quello dei Morti costruito nel '600 dall'architetto Alfonso Parigi, da cui si accede attraversando il vestibolo della sagrestia, e il Chiostro Grande realizzato da Bartolomeo Ammannati, nella seconda metà del '500. Accanto alla chiesa, nell'area dell'ex-convento, è sopravissuta una stanza del refettorio, chiamata Cenacolo di Santo Spirito che conserva un grande affresco della Crocifissione sopra ad una lacunosa Ultima cena di Andrea Orcagna risalente alla seconda metà del '300. Nella grande sala è esposta una collezione di scultore che vanno dal XI al XV secolo, tra queste opere vi sono delle sculture di Donatello, Jacopo della Quercia e Tino da Camaino. Il Bernini definì Santo Spirito "la più bella chiesa del mondo".