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La chiesa di Santa Maria del Carmine

Cenni storici di Santa Maria del Carmine:

La chiesa di Santa Maria del Carmine si trova nella vasta piazza che da essa prende il nome, nel cuore del rione oltrarno. Un gigante gotico di aspetto severo e disadorno. Venne fondata nel 1268 come parte di un convento carmelitano, ancora esistente, la chiesa era dedicata alla Beata Vergine del Carmelo. Di quel periodo sono visibili solo dei resti romano - gotici, nei fianchi della chiesa. La basilica venne ampliata, per la prima volta, nel 1328, poi nel 1464, quando vennero aggiunte la sala del capitolo e il refettorio. I lavori terminarono nel 1476, la struttura, tuttora invariata, si presenta con una pianta a croce latina e ad un'unica navata, con la facciata completamente spoglia, rimasta incompiuta. Nel 1771 la chiesa venne rinnovata a seguito di un incendio che distrusse quasi del tutto l'interno della chiesa, risparmiando solo la sagrestia e la cappella Brancacci.

Architettura, interni e corredo artistico di Santa Maria del Carmine:

Nel 1782 venne ristrutturata su progetto di Giuseppe Ruggieri e Giulio Mannaioni.Di quel periodo sono anche gli affreschi del soffitto con l'Ascensione di Cristo, e quelli sulla cupola con la Trinità e la Vergine in gloria fra i santi dell'antico e del novo testamento eseguiti da Giuseppe Romei e da Domenico Stagi. La sagrestia, risparmiata dall'incendio, conserva nella cappella le Storie di Santa Cecilia opera di Lippo d'Andrea del 1400 circa, lì vi si trova anche il monumento funebre di Pier Soderini, in marmo, opera di Benedetto da Rovezzano, eseguito fra il 1512 e il 1513, collocato all'interno del coro dietro l'altar maggiore. Anche la cappella Brancacci venne incredibilmente salvata dall'incendio e, risparmiata dalla ristrutturazione grazie all'intervento di una nobile donna fiorentina che si oppose alla copertura degli affreschi. Questa cappella è sicuramente il capolavoro assoluto della chiesa, opera di Masaccio; probabilmente è uno dei monumenti pittorici più celebri e più importanti del mondo. Masaccio fu il massimo protagonista del rinascimento in pittura ed uno dei più grandi geni figurativi di tutti i tempi. Nel dominio della prospettiva, egli costituisce un nuovo spazio e in quello colloca una nuova umanità solida e vera, concretamente padrona del suo destino. Gli affreschi della cappella Brancacci costituiscono il suo capolavoro e rappresentano, il suo manifesto ideologico e il suo testamento spirituale. Il ciclo, con rappresentate le Storie di San Pietro, fu eseguito da Masaccio nello spazio di circa un anno, dal 1427 al 1428, prima in collaborazione con Masolino che aveva iniziato i lavori qualche tempo prima, poi da solo. A parte gli episodi attribuiti alle linee gentili e raffinate di Masolino, con la Tentazione di Adamo ed Eva, e quelli in cui è prevalente la mano del più anziano maestro con la Resurrezione di Tobita, appartengono integralmente a Masaccio le storie della parete in fondo con raffigurati Il Battesimo dei neofili, San Pietro che guarisci gli infermi con la sua ombra e la Distribuzione dei beni della comunità, il grande affresco della parete sinistra con il Tributo, il monumento forse più alto e ispirato di questo grandioso ciclo. Gli affreschi, rimasti interrotti per la morte del pittore, furono portati a termine, una cinquantina di anni dopo, da Filippino Lippi, a cui appartengono i residui Episodi della vita di San Pietro. Questo maestoso ciclo di affreschi venne ammirato e studiato dai maggiori artisti fiorentini, come ad esempio Michelangelo che eseguì delle copie dei dipinti di Masaccio, di straordinaria forza espressiva. Fra il 1600 e il 1700 la famiglia corsini, fece edificare una cappella dedicata al santo di famiglia Sant'Andrea Corsini. Venne progettata dall'architetto Pier Francesco Silvani, che utilizzò uno stile barocco, realizzando un vero capolavoro di questo stile a Firenze. La cupoletta venne affrescata con la Gloria di Sant'Andrea Corsini da Luca Giordano nel 1682 e, decorata da stucchi con Sant'Andrea e l'Apoteosi di Sant'Andrea Corsini da Giovan Battista Foggini fra il 1676 e il 1683. Anche questa cappella venne risparmiata dall'incendio. Il soffitto è in tipico stile rococò, ed è stato affrescato da Giovanni Domenico Ferretti, nel '700.

Altri ambienti di Santa Maria del Carmine:

Fanno parte del complesso di Santa Maria del Carmine anche il convento e il refettorio. Anche questi vennero ricostruiti durante i secoli a causa di varie distruzioni. Il complesso di Santa Maria del Carmine nacque proprio come convento a cui era annessa una piccola chiesa, solo nl corso dei secoli la chiesa prevalse sul convento. Questo conserva numerose opere d'arte, tra cui molti affreschi, anche se tanti sono frammentari. Fra questi vale la pena ricordare il Conferimento della regola del Carmelo di Filippo Lippi,fondamentale per comprendere le origini masaccesche del pittore, e il Cenacolo di Alessandro Allori. Molti di questi provengono dalle cappelle dell'antica chiesa, come i frammenti attribuiti a Pietro Nelli del 1385 circa, oggi situati nella sala della Colonna che dà sul chiostro. Altri frammenti provengono dalla Cappella del Pugliese opera dello Starnina del 1404 circa. Il refettorio venne affrescato da Giovan Battista Vanni con la Cena di Simone Fariseo nel 1645 circa, qui sono raccolti anche gli affreschi staccati provenienti dalla cappella Nerli con le Storie della Passione di Cristo attribuiti a Lippo d'Andrea del 1402.