La chiesa di Santa Felicita si trova, in un quartiere oltrarno, nell'omonima piazza, tra il ponte Vecchio e Palazzo Pitti. Le sue origini sono molto antiche, una delle chiese più antiche della città Dovrebbe risalire all'epoca romana, sorgendo nel luogo di un oratorio presso le antiche catacombe cristiane, fuori dalle mura cittadine nella sponda nord del fiume. Nel II secolo, in quella zona, abitavano dei mercanti siriani, che portarono il culto cristiano a Firenze.
La prima chiesa risaliva alla fine del IV e l'inizio del V secolo, era di grandi dimensioni ed era dedicata ad una santa siriana, martirizzata a Cartagine all'epoca di Marco Aurelio. Le uniche tracce si trovano nella canonica, all'ingresso dove vennero sistemati nel '700 materiali lapidali romani e paleocristiani, e nel chiostro. L'antica basilica cimiteriale era a tre navate, di notevole grandezza; nel suo interno e nell'area cimiteriale non ci furono cambiamenti fino alla costruzione della chiesa romanica nell'XI secolo, all'esterno, le fu addossato un edificio, che ebbe sempre un carattere cimiteriale.
La chiesa romanica, di cui sono rimasti resti delle fondamenta, era ad una sola navata, ma aveva una cripta divisa da piccole colonne in tre navate. Le prime testimonianze della prima chiesa risalgono al 972. Dell'edificio romanico si conservano solo la sala capitolare trecentesca, con frammenti di affreschi di Niccolò di Pietro Gerini con una Crocifissione e il Redentore e le sette Virtù nel soffitto, del 1387. Alla chiesa vennero aggiunte, successivamente, le cappelle e gli altari, mantenendo la sua forma fino al XVIII secolo.
All'esterno della chiesa di Santa Felicita si trova la Colonna di Santa Felicita in ricordo di una battaglia, leggendaria, fra i miliziani di San Pietro Martire e gli eretici patarini. Del 1055 è la prima documentazione di questa chiesa,una annessione di un monastero di monache benedettine. Nel settecento la chiesa di Santa Felicita venne ristrutturata completamente dall'architetto Ferdinando Ruggeri, prendendo così la forma attuale.
L'artista si ispirò ai modelli del tardo '500, nella ricerca di un ritmo classico ad un'antica navata. La chiesa di Santa Felicita venne ricostruita seguendo il progetto di modernizzazzione avviata dalla controriforma nel 1735. La ricostruzione risparmiò soltanto le due cappelle Barbadori-Capponi e Canigiani, poste simmetricamente. Il monastero venne soppresso nel 1808. La chiesa di Santa Felicita acquista importanza quando i Medici sfruttarono la sua posizione per il passaggio del Corridoio Vasariano, facendolo costruire sopra il loggiato davanti all'ingresso nel 1565. Nel corridoio si apre una terrazza che permette di vedere la chiesa senza essere visti, grazie ad una pesante grata in ferro battuto. I membri della famiglia potevano così assistere alle funzioni religiose senza doversi mischiare con la popolazione.
Nella chiesa di Santa Felicita, nonostante i vari rifacimenti, si conservano notevoli capolavori del periodo rinascimentale.Nella cappella Capponi si conserva la stupenda pala del Pontormo, con raffigurata la Deposizione, con la cornice dorata originale sulla destra vicino all'ingresso. Originariamente progettata dal Brunelleschi nel '400 per la famiglia Barbadori, venne venduta ai Capponi nel 1525 e fatta decorare dal Pontormo, con l'aiuto di Agnolo Bronzino. Il Trasporto di cristo al sepolcro è un vero capolavoro di arte manierista, eseguito fra il 1525 e il 1528. Questo capolavoro presenta tutti i caratteri dello stile. I personaggi sono come sospesi sulla tela ed esprimono diverse emozioni. Il peso di Cristo sembra annullarsi nell'atmosfera luminosa e rarefatta. Accanto si trova un altro capolavoro l'Annunciazione. Le lunette con gli Evangelisti sulle vele della cupoletta sono del Pontormo ad eccezzione del San Marco, dipinto dal Bronzino. La vetrata venne realizzata da Gulielmo de Marcillat nel 1526, col Trasporto al sepolcro.
La decorazione della cappella Canigiani venne affidata a Bernardino Poccetti che realizzò il Miracolo di Santa Maria della Neve fra il 1589 e il 1590. La cupola venne affrescata da Tommaso Gherardini agli inizi del '600 con la Santissima Trinità. La sagrestia risale al 1573, su impronta brunelleschiana, conserva il polittico trecentesco con la Madonna e Bambino e Santi di Taddeo Gaddi, l'Adorazione dei Magi di Francesco d'Antonio del '400 e infine, la Santa Felicita con i suoi sette figli di Neri di Bicci.
La cappella Guicciardini venne progettata dal Cigoli. La volta venne decorata dal Cinganelli nel 1620 circa. Nel 1540 venne sepolto lo storico Francesco Guicciardini. Sull'altare si trova la pala attribuito a Francesco Brina con l'Adorazione dei pastori del 1587. Nel terzo altare di destra nella chiesa di Santa Felicita si trova il Martirio dei Maccabei di Antonio Ciseri del 1863. Nella testata del transetto destro si trova l'Incontro di Sant'Anna e San Gioacchino attribuito a Ridolfo del Ghirlandaio.
Nella testata del transetto sinistro, invece, si trova l'Assunzione della Vergine e Sante del Volterrano del 1677. L'aspetto esterno della chiesa di Santa Felicita si presenta nella struttura cinquecentesca con il corridoio vasariano, costruito, dal Vasari appunto, nel 1565 per collegare Palazzo della Signoria a Palazzo Pitti. Questo corridoio viene supportato dalla loggia, costruita nello stesso anno. La loggia venne occupata da vari monumenti funebri durante la ricostruzione della chiesa nel '700. Qui si trovano la Lapide di Barduccio di Cherichino e i monumenti del cardinale de' Rossi, eseguito da Giovanni Battista del Tasso, e della musicista Arcangela Paladini eseguito da Agostino Bugiardini e Antonio Novelli.