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La chiesa di Santa Croce

Cenni storici della chiesa Santa croce:

Santa Croce è dopo il Duomo, la chiesa più importante e popolare della città ed è, uno degli edifici sacri più celebri del mondo. E' una delle massime realizzazzioni del gotico in Italia, nota come il tempio dell'Itale glore, per le numerose sepolture di grandi artisti.

Sulle sue pareti, nelle cappelle e negli edifici che fanno corona alla grande chiesa di Santa Croce, si trovano una concentrazione di opere d'arte eccezzionali per tutta l'Italia. I francescani ne iniziarono la costruzione nel 1294 a spese della popolazione della Repubblica fiorentina, su una precedente chiesetta sempre costruita dai frati, a quel tempo ancora fuori dalle mura. La chiesa di Santa Croce fu consacrata solo nel 1444. I francescani volevano un edificio vasto e razionale adatto a contenere le grandi masse popolari. Volevano, inoltre, che l'arte servisse a divulgare le verità della fede e l'esempio dei santi nel modo più semplice, realistico e persuasivo. Santa Croce è un edificio di straordinaria semplicità strutturale, per due terzi ricoperto di affreschi.

Conformazione strutturale della chiesa di Santa Croce

L'affresco, nel XIV secolo, era il mezzo più economico capace di rappresentazione figurale. Firenze in quel secolo ospitava i più grandi artisti del mondo, Santa Croce può esibire una ricchissima antologia di capolavori dei grandi maestri del '300 fiorentino. La costruzione della basilica fu realizzata su un progetto attribuito ad Arnolfo di Cambio. La chiesa si presenta con una forma di croce egizia, cioè a T, a tre navate. Sette campate precedono il transetto e l'abside poligonale è affiancata da dieci cappelle simmetriche disposte ai suoi lati. Altre cappelle si aprono sui bracci del transetto. Le navate hanno una semplice copertura a capriate lignee e gli altri archi acuti delle campate poggiano su robusti pilastri a sezione ottagonale dai capitelli variamente conformati. Il ballatoio che corona le arcate e cinge la navata centrale non è solo un espediente stilistico per accentuare l'andamento orizzontale della costruzione e frenare il goticismo, poco gradito a Firenze, ma costituisce un legamento strutturale per tenere insieme le esili membrature e i vasti specchi murari. Solo da lontano si possono apprezzare le fiancate esterne e i nudi timpani triangolari e l'abside coronata da cupsidi.

Il patrimonio artistico della chiesa di Santa Croce

E' impossibile citare in dettaglio le centinaia di opere che la chiesa conserva, ci limiteremo a ricordare le più celebri. All'interno, nella navata destra si trovano i monumenti funebri di grandi artisti, partendo dall'ingresso: sepolcro di Michelangelo progettato dal Vasari, sopra al sepolcro tre sculture rappresentano la personificazione della pittura, scultura e dell'architettura, rattristate per la scomparsa del maestro, tutto l'insieme del sepolcro è una commistione di pittura, scultura ed architettura.
Proseguendo si trova il Monumento di Dante Alighieri di Stefano Ricci del 1829,un monumento smisurato. Sul pilastro successivo poggia il pulpito di Benedetto da Maiano,decorato da bassorilievi con scene a forte effetto di profondità grazie all'uso della prospettiva.
Poi vi è il sepolcro di Vittorio Alfieri, opera di Antonio Canova del 1810, a fianco si trova il sepolcro di Niccolò Machiavelli di Innocenzo Spinazzi del 1787.
L'edicola con l'Annunciazione, in pietra serena con dorature, di Donatello, realizzata con una tecnica inconsueta. La tomba del cancelliere della Repubblica Leonardo Bruni, opera di Bernardo Rossellino e prototipo per tutti i monumenti funebri del '400. Accanto sono sepolti Gioacchino Rossini e Ugo Foscolo. Nella navata sinistra della chiesa di Santa Croce è sepolto Galileo Galilei, questo sepolcro è contornato da una serie di affreschi trecenteschi scoperti nei restauri dello scorso secolo. Opere ottocentesche sono anche: il monumento a Luigi Cherubini, il monumento a Leon Battista Alberti opera di Lorenzo Bartolini, onorato, q uest'ultimo, da una placca nell'atrio vicino alla sagrestia. Al termine delle navate, nella crociera, meritano particolare attenzione le Cappelle Castellani e Baroncelli. La prima affrescata con le Storie dei Santi da Agnolo Gaddi e dalla sua bottega nel 1385 circa; la seconda è decorata da Taddeo Gaddi con le vicende della Vita della Vergine, tra il 1332 e il 1338 circa.

Le cappelle adiacenti alla chiesa di Santa Croce

Le cappelle collocate ai lati dell'altare maggiore, conservano affreschi preziosi. Queste sono le Cappelle Peruzzi e Bardi che ospitano affreschi notissimi di Giotto. Gli affreschi della Cappella Peruzzi, assai deteriorati, narrano le Storie dell'evangelista Giovanni; nella Cappella Bardi vi sono raccontati i momenti essenziali della vita di San Francesco. Questi due cicli pittorici riflettono la fase ultima più matura e raffinata del maestro e sono da considerare fra i massimi raggiungimenti della pittura italiana del XIV secolo. Sull'altare della Cappella Bardi si conserva un dipinto del '200 raffigurante San Francesco fra le scene della sua vita. Molto suggestiva è la cappella absidale affrescata da Agnolo Gaddi con la Leggenda della Vera Croce del 1380 circa, illuminata da bellissime vetrate policrome e ornata da un grande polittico trecentesco e da un maestoso Crocifisso su tavola, attribuito al Maestro di Figline, allievo di Giotto. Fra le cappelle della crociera sinistra le più importanti sono la cappella Pulci-Beraldi affrescata da Bernardo Daddi con le Storie dei SS.Lorenzo e Stefano; la cappella Bardi di Vernio conserva un magnifico ciclo pittorio di Maso di Banco con le Storie di S.Silvestro. La vasta cappella Bardi conserva il celebre Crocifisso ligneo di Donatello.

Nella navata sinistra si trova inoltre il monumento funebre a Carlo Marsuppini di Desiderio da Settignano. Opere importanti si trovano anche negli altri edifici che fanno parte del complesso della chiesa di Santa Croce, diventato un vero museo dal 2000.

La sagrestia della chiesa è una ambiente gotico di alta suggestione che possiede degli stupendi mobili intarsiati e intagliati e degli affreschi tra cui la Cricifissione di Taddeo Gaddi, e altri affreschi di Niccolò Gerini e Spinello Aretino. In fondo alla sagrestia è la cappella Rinuccini ornata da un imponente polittico di Giovanni del Biondo e, affrescata da Giovanni da Milano. L'antico refettorio del convento si trova nella zona claustrale nel primo chiostro. L'ambiente ospita, nella parete ovest, una serie di affreschi di Taddeo Gaddi. Sono esposti frammenti di affreschi di Andrea Orcagna con un Trionfo della Morte, ritrovati sotto l'intonaco cinquecentesco. Poi vi è la statua di San Ludovico di Tolosa di Donatello, statua in bronzo dorato, realizzata per Orsanmichele. Poi l'affresco staccato dei Santi Giovanni Battista e Francesco di Domenico Veneziano. Fra tutte le opere spicca il Crocifisso di Cimabue, in gran parte perduto nell'alluvione del 1966. Di fronte all'ingresso esterno, è la mole armoniosa della Cappella Pazzi, un gioiello dell'architettura rinascimentale. Progettata dal Brunelleschi, è particolarmente apprezzabile nel luminoso interno dove il sereno classicismo di Luca della Robbia, responsabile della decorazione plastica, si fonde armoniosamente al lucido rigore spaziale del Brunelleschi. Completano l'opera la facciata tricuspiadata in marmo bianco e verde realizzata da Nicolò Matas tra il 1853 e il 1863.

Anche il campanile, realizzato in forme neogotiche su disegno di Gaetano Baccani,è un opera ottocentesca. Sulla sinistra del sagrato fu collocato il monumento a Dante del 1865, inaugurato alla presenza di re Vittorio Emanuele II.