La villa medicea di Poggio a Caiano, venne fatta edificare da Lorenzo il Magnifico, in un terreno da lui acquistato dalla famiglia Rucellai sul Montalbano. Il disegno per quasta villa, che divenne la prima residenza estiva, venne affidato nel 1485 a Giuliano da Sangallo, architetto di fiducia di Lorenzo. Chiamata inizialmente villa d'Ambra, dal nome di un ruscello vicino, o capriccio del Magnifico, prese successivamente il nome del comune in cui si trova. La villa di Poggio a Caiano ospitò numerose personalità e fu teatro di molti festeggiamenti della famiglia Medici, come ad esempio i più importanti matrimoni. Le nuove spose granducali dovevono passare per forza dalla villa dove vi ricevevano l'omaggio della nobiltà fiorentina. Nel 1737, alla morte dell'ultimo discendente dei Medici, la villa passò agli Asburgo-Lorena, che continuarono ad utilizzarla come residenza estiva. Con l'ascesa di Napoleone entrò a far parte della sfera francese subendo modifiche internamente e sternamente,principalmente ad opera di Pasquale Poccianti. La villa divenne la residenza preferita dalla sorella di Napoleone,intrattenendo all'interno una relazione amorosa con il violinista Nicolò Paganini, che teneva nel teatro della villa numerosi concerti. Con la restaurazione e l'avvento dei Savoia continuarono i lavori di ristrutturazione dell'abitato. Quando Firenze divenne capitali d'Italia, Vittorio Emanuele II fece costruire nuove scuderie,fece ridecorare alcune sale al piano terra e il alone di Leone X venne trasmormato in una sala da Biliardo. Ora la villa è di proprietà statale e ospita al suo interno un museo. La villa è il primo esempio di arte rinascimentale che fonde la lezione classica di Vitruvio agli elementi caratteristici dell'arte rurale toscana con altri elementi innovativi. La villa si presenta a noi con due scalinate gemelle, ricurve che portano al terrazzo d'entrata; queste vennero costrute nell'800 da Pasquale Poccianti, in sotituzione alle antiche scale diritte. All'estremita superiore delle scale si trova una loggia sormontata da un timpano e da una volta a botte decorata con un rilievo, sull'architrave si trova un fregio in terracotta invetriata,copia eseguita da Richard-Ginori l'originale del Sansovino si trova restaurato all'interno della villa. Sulla parete destra si trova un affresco di Filippino Lippi raffigurante il sacrificio del Laooconte. L'interno ha subito negli anni numerose trasformazioni che ne hanno alterato l'aspetto rinascimentale originario. Al piano terra si possono visitare gli appartamenti di Bianca Cappello, che hanno mantenuto più di tutti l'aspetto originale della villa, poi si trova la sala d'ingresso, la sala da biliardo e il teatro di corte costruito nel '700. Salendo al primo piano possiamo ammirare il salone Leone X, posto al centro dell'edificio. Secondo il Vasari la decorazione della volta si deve solo in parte al Sangallo, il resto sarebbe opera di Cosimo Feltrini e del Franciabigio. Le parati sono state decorate nel 1500 da Andrea del Sarto, dal Pontormo, Alessandro Allori e dal Franciabigio. Gli affreschi rappresentanon avvenimenti della storia romana come allegorie dei fasti dei personaggi medicei. Nella sal d'ingresso si trovano delle pitture monocrome ottocentesche di Giuseppe Catani ,raffiguranti la fondazione della villa; oltre a questa sala è possibile visitare la sala da pranzo. Qua si trova un affresco del 1698 di Antonio Domenico Gabbiani,raffigurante la riappacificazione di Cosimo I il Vecchio.A completare il piano vi è la camera da letto di Vittorio Emanuele II e della "bella Rosina",amante del re.Sempre il Poccianti disegnò lo scalone interno che porta ai piani superiori,e di alcuni restauri ai restanti piani.Nel secondo piano adesso si trova il Museo della natura morta,dove si trovano circa 200 dipinti che provengono dalle collezioni dei Medici,dipinti fra il '500 e il '700,molti di questi sono opere di Bartolomeo Bimbi.Nel giardino della villa si trovano la cappella dove vi si trova la Pietà con i SS. Cosimo e Damiano,opera del Vasari;le cucine e lo stanzone per le piante,opera neoclassica del Poccianti.Nel 1548,Niccolò Tribolo,risitemò i giardini e terminò le scuderie,quest'ultime poste subito fuori le mura di cinta della villa.I giardini si distinguono in una parte all'inglese,cioè la parte oltre la facciata posteriore della villa,mentre la restante parte è un giardino all'italiana,con una vasca centrale e numerosi vasi di limoni.A completare il giardino vi sono specie rare di vegetali e alcune statue.