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Chianti

Villa di Artimino

La villa di Artimino,chiamata più precisamente La Ferdinanda o detta anche dei cento camini,per la numerosità di questi che si stagliano sui suoi tetti e che hanno le forme più svariate,senza seguire alcun filo logico,è una delle ville medicee più belle e conosciute in tutto il mondo.La villa domina l'intera area;l'ubicazione fu scelta da Ferdinando I oltre che per la vicinanza ad una riserva di caccia,per l'amenità e la bellezza dei dintorni ed il clima mite.Occorre precisare che la zona ha conservatofino ad oggi tutte le aggettivazioni che fecero propendere Ferdinando I nella sua scelta per la costruzione dell'imponente residenza.Il posto sembra sia stato scelto anche perchè posto alla confluenza di altri vasti possedimenti della casata dei Medici:quasi una trait d'union tra la villa la Magia e l'Ambrogiana.Il progetto della villa venne affidato all'architetto di corte Bernardo Buontalenti con un eloquente apprezzamento del granduca: <<Bernardo,intorno a questo luogo,ove tu mi vedi,io voglio un palazzo,che sia sufficiente per me,e per tutta la mia corte,ora pensaci tu e fa presto...ed avesse abbastanza di tutte quelle delizie che in occasione di villeggiaturepuò un Grande desiderare>>.Il Buontalenti che era ormai anziano,si avvalse della collaborazione dell'architetto Gherardo Mechini assistito dal capomastro Maiani.La costruzione iniziò nel Dicembre del 1596e fu completata molto rapidamente,appena quattro anni dopo,nel 1600.All'esterno la villa è caratterizzata da uno scenografico scalone di accesso a doppia rampa,portato a termine solo nel '900.La sua eleganza ed apparente semplicità è tipica del rinascimento fiorentino;ai lati emergono degli avancorpi angolari che ricordano i bastioni di una fortezza.Internamente il Buontalenti progettò 56 stanze con un effetto spaziale di vuoti e pieni e con una dotta semplicità nelle decorazioni,quasi a voler arricchire successivamente le paretri con mobili,quadri ed oggetti decorativi.La stessa pietra delle decorazioni e dei camini contempla elementi architettonici semplici,col solo stemma de' Medici,senza alcun appesantimento delle forme.La villa,passata successivamente ai Lorena e poi alla famiglia Maraini,è ora proprietà di una società privata;oggi la villa è uno dei più rinomati centri congressi,e di conseguenza,utilizzando gli ampi saloni rinascimentali dell'orso e del leone,è offerta ai patrtecipanti l'opportunità della visione di alcuni affreschi di Domenico Cresti detto il Passignano e di Bernardino Poccetti,tutti di elevato valore artistico.Al piano terreno una cantina di rappresentanza,dedicata al granduca Ferdinando I,ospita l'enoteca e l'archivio storico del vino dal 1870 ai giorni nostri,nonchè alcune cantinette dedicate a Francesco Redi,poeta del famoso "Bacco in Toscana" che del vino di Artimino disse:<<ma di quel che si puretto si vendemmia in Artimino vò trincarne più di un tino>>.A latere vi è un fonte battesimale in pietra serena,ancor oggi oggetto di una simpatica cerimonia annuale verso chi contribuisce a valorizzare e a far apprezzare Artimino e la sua cultura.Molte delle sale conservano ancora dei soffitti a cassettoni e l'entrata della villa presenta un ampio ed originalissimo armadio del 1500.Quest'ultima,solo da alcuni decenni è stata posta in essere in opera dall'architetto Lusini,il quale trovò,durante alcune ricerche alla Galleria degli Uffizi,un disegno del Buontalenti con lo schizzo che riconobbe essere preordinato per Artimino e tracciato sulla carta ma mai utilizzato.Esisteva anche un guardaroba,decorato con straordinari dipinti come il Ritratto di Pietro Aretino di Tiziano e il Bacco del Caravaggio,che oggi si trovano entrambi agli Uffizi.Ferdinando I aveva anche commissionato al pittore fiammingo Giusto Utens una serie di 17 lunette con le ville medicee da collocare in un apposito salone chiamato proprie delle Ville;disperse nel '900 si trovano ora nel Museo di Firenze com'era a Firenze,anche se tre sono andate perdute.Nella villa si possono ammirare delle copie.La Ferdinanda domina tutta l'area del Montalbano.Il suo parco di 10 ettari è particolarmente curato e rachiude numerosi daini allo stato brado,che si collegano idealmente alla primogenitura del Barco Reale.Per i tusisti vi è la possibilità di soggiornare nella Paggeria medicea:una sosta che non sarà facile dimenticare.La villa ospita dal 1983 il museo archeologico che espone gran parte del materiale Etrusco ritrovato in tutto il comprensorio.Il museo è stato allestito in modo estremamente funzionale e documentale,l'oggetto di pregio deve considerarsi a ragione l'incensiere di Bucchero.