IL territorio di Pian di Scò è caratterizzato dalla presenza di pittoresche guglie dai riflessi giallo rossastri,formatosi da fenomeni erosivi del Pliocene, che hanno anche fatto affiorare resti fossili.La storia di Pian di Scò è strettamente legata fino al 1800 a quella della pieve romanica di Santa Maria a Scò.Costruita sulla Cassia, intorno all'anno mille, sotto la signoria di Firenze la pieve, che prima comprendeva tredici chiese e due monasteri,venne riunita in una lega. Dal 1299 Pian di Scò entrò a far parte della Lega di Castel Franco. Con la soppressione delle Leghe da parte del granduca Pietro Leopoldo nel 1774, entrò a far parte della comunità di Castel Franco. Con l'invasione napoleonica nel 1808 acquistò la sua autonomia civile e dal 1825 entrò a far parte della provincia di Arezzo. La pieve è un edificio di impianto romanico a tre navate divise da sei valichi su pilastri e colonne e concluso da tre absidi. Si erge con la sua torre campanaria sulla parte più alta del paese. Con copertura è a capriate, ospita su una parete un affresco ritrovato con la Madonna in trono con bambino del '400 attribuito a Paolo Schiavo. La facciata è decorata da una successione di arcate cieche che inscrivono il portale e due finestre. La cappella di Casabiondo è uno splendido esempio di arte barocca, dovuto alle ristrutturazioni effettuate nel 1682, ad una cappella rinascimentale. Questa venne adibita ad oratorio. L'edificio è a pianta rettangolare con coperture a volta. Alcuni scavi hanno portato alla luce i resti del castello distrutto da Firenze nel 1290. La leggenda vuole che nel castello fosse stata rinchiusa dai Guidi una donna, detta la Regina, da questo deriva il nome del poggio che sovrasta Pian di Scò.
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