Il nome di questo paese sembra legato al Dio Bacco visto che già in tempi antichi vi si coltivava la vite. Le origini sembrano risalire ai romani anche se non vi è nessun documento. Le vicende di Bacchereto, come quelle di Artimino e Carmignano, sono un susseguirsi di lotte e battaglie tra i pistoiesi e fiorentini. Nel 1329 passò definitivamente sotto il potere di Firenze.
La comunità di Bacchereto sorgeva intorno all'antica pieve di Santa Maria, la cui torre campanaria era il residuo di un castello arroccato. Anche la planimetria della chiesa testimoniano che fu eretta in epoca medioevale con forme romaniche. Il campanile era la torre d'avvistamento del sistema difensivo e faceva parte delle mura, visibili ancora oggi. La modesta facciata intonaca fa da ingresso ad un interno classicheggiante, dovuto a restauri avvenuti nel 1835 circa, con i controsoffitti decorati dal Valinani. Nel presbiterio si trova un tabernacolo in pietra serena dei primi del '500. Bacchereto fu dal '300 al '500 un importante centro per la produzione di maioliche. Bacchereto possedeva circa 150 fornaci, il massimo splendore lo raggiunsero nel '400 quando producevano ceramiche per gli ospedali di Santa Maria Nuova e degli Innocenti a Firenze. Negli anni '80 è stato ritrovato un pozzo dove vi erano stati gettati scarti e pezzi difettosi, oggi queste maioliche si possono ammirare nel museo archeologico comunale di Artimino.
Fuori dal paese di Bacchereto è stata inoltre trovata un'antica fornace che è stata restaurata e adesso è tornata in funzione. Oltre il paese si giunge Casa Toia, costruzione del tre-quattrocento, la quale secondo la tradizione era di proprietà della nonna materna di Leonardo da Vinci. Prima dell'abitato si trova la Fattoria di Bacchereto, ristrutturata nell'800 ma di epoca rinascimentale. La villa si articola su tre lati di un cortile nel cui centro si trova un corpo del tardo '400, nella parte che guarda la valle si trova una loggetta angolare.